Mascheradiferro
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Re:Mascheradiferro - 2004/11/14 22:12
Gentile Chiara, scusami innanzitutto se ti rispondo solo adesso, ma varie vicissitudini non mi hanno permesso di accedere al Web negli ultimi giorni. Anch’io nel frattempo, attraverso un escamotage nemmeno troppo legale, per la verità, sono venuto a sapere il suo indirizzo attuale. E’ stato per me un grande sollievo sapere che è viva e sta bene, ma la sorpresa più grande l’ho avuta quando ho constatato che il suo domicilio dista a meno di 3 km da casa mia! E’ incredibile, una atroce beffa del destino. Poi ho pensato: se in tutti questi anni non sono riuscito a vederla nemmeno una volta, malgrado la vicinanza, è perchè il destino vuole così. Sono passato più di una volta, di nascosto, vicino a casa sua e ti assicuro che le gambe mi tremavano e il respiro diventava affannoso, come quando passavo in bici dove abitava prima, 15 anni fa. Vorrei riuscire a vederla anche solo una volta e poi proverei a dimenticare questa assurda mia pazzia. Ora che so il suo indirizzo ci sarebbero molti modi per avvicinarla, anche soltanto attraverso una lettera anonima in cui fingo di essere un suo conoscente che per ragioni di opportunità preferisce non rivelare il proprio nome, il quale per caso si è imbattuto sul mio blog e ha letto una storia che per nomi, luoghi e circostanze può inequivocabilmente essere riferita a quella Deborah di cui parlo. Per me adesso sarebbe davvero facile portarle a conoscenza questa storia... Ma la domanda è molto delicata: è davvero giusto che io lo faccia? Lei potrebbe essere sposata, che diritto ho io di entrare nella sua vita, adesso, di punto in bianco, dopo 14 anni? Si ricorderebbe di me leggendo quel racconto? Che sentimenti potrei suscitare? Pena, disprezzo, fastidio o peggio indifferenza? Sarebbe incoerente da parte mia rivelare un sentimento antico seppur sempre fortissimo, dopo aver sofferto le pene dell’inferno per 15 anni. Dici bene tu, è un sogno in cui è bello rifugiarsi. Quante volte ho fantasticato di come sarebbe potuta andare fra noi...magari poteva finire dopo pochi giorni oppure adesso potrei essere ancora abbracciato a lei. Non lo saprò mai. E allora io mi tengo stretto il mio sogno, il sogno di un amore romantico e unico, come l’ho sempre immaginato e come non sarà mai. Quell’antico amore è la mia ancora di salvezza e anche un alibi per darmi una risposta del perchè non abbia mai trovato una ragazza che mi possa volere bene. Non ne faccio una malattia, ho altri problemi e preoccupazioni ben più gravi nella vita, però, quando sono solo e malinconico, nelle giornate di pioggia trascorse in casa, riascoltando una determinata canzone, ecco che il pensiero ritorna spesso ai miei 15 anni, ad un’età che non ritorna, e l’immagine di Deborah e di tutto quello che ha rappresentato ricompare nei miei pensieri e dai miei occhi, certe volte, fa capolino una lacrimuccia. In ultimo vorrei chiederti di spiegarmi meglio cosa intendi quando hai scritto: "all'inzio quando ho letto la tua storia pensavo fossi un'altra persona". Ti sono vicino e ti saluto con simpatia. Mascheradiferro
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