Mascheradiferro
Visitatore
 Fresh Boarder
| Posts: 0 |   | Karma: 0
|
Re:Mascheradiferro - 2004/11/15 22:51
Sono commosso e lusingato dalle attenzioni e dall’interesse che la mia storia ha suscitato in questo sito, ma ero certo che qui avrei trovato persone dall’animo nobile in grado di porsi sulla stessa lunghezza d’onda delle mie sofferenze. In cuor mio la decisione sul da farsi l’ho già presa. Paradossalmente cercarla era più importante di trovarla. Cercarla per tutti questi anni voleva dire tenere in vita questo sogno. Che diritto avrei di entrare nella sua vita, adesso? E poi per offrirle cosa? No, no. Non sarei mai alla sua altezza. Come posso poterla amare se non riesco a voler bene nemmeno a me stesso? Devo combattere contro la frustrazione nel cercare disperatamente di afferrare qualcosa che non c'è più, non per colpa mia né dell'altra persona, ma solo perché è il tempo stesso a creare le distanze, ad avvicinare le persone e a separarle per sempre. Sono giochi che si fanno con la mente, e che io faccio molto spesso perché sono un Pesci, quindi un inguaribile sognatore, romantico, totalmente immerso nel suo mondo alla perenne ricerca di un ideale e con un concetto di "realtà" molto, troppo labile. Chissà perché sono pensieri formulati solo da anime inquiete e insoddisfatte. Io non mi piaccio per niente, non ho un buon rapporto con la mia persona, sono insoddisfatto di come sono, di quello che faccio, ho sempre la sensazione di avere un grosso credito con il destino. Gli altri mi vedono come un orso e io mi comporto di conseguenza. Non ho mai avuto una ragazza e non mi stupisco di certo. Non sto bene con me stesso, ho un terrore patologico nel futuro, nella solitudine che dovrò affrontare nella vecchiaia. Ed è normale in questi momenti ripensare al passato. A chi mi chiede se il mio attaccamento per Deborah non nascondeva piuttosto un morboso attaccamento alla mia adolescenza, io rispondo che diventa naturale idealizzarlo, perché i nostri sogni erano tali e il corso degli eventi non li aveva ancora sbriciolati, perché eravamo pieni di speranze, mentre invece (parlando per me) sono rimasto con un pugno di mosche in mano, spettatore e non protagonista della mia vita. E questo purtroppo riguarda molti settori dell'esistenza, non soltanto la sfera affettiva. Io sono un grande appassionato di Dante e della "Divina Commedia". Mi viene in mente un verso straordinario pronunciato da Francesca da Rimini nel canto V, mi sembra intorno al verso 121: "NESSUN MAGGIOR DOLORE CHE RICORDARSI DEL TEMPO FELICE NELLA MISERIA". E così ho deciso che a questa mia storia non scriverò mai l’epilogo, resterà sempre così, scolpita nella mia mente, come un oceano di emozioni circoscritto ad un’epoca della mia vita, che non c’è più. Mi piacerà raccontarla come una favola, se avrò dei nipotini, quando sarò vecchio. Magari non resterà loro una grande considerazione dello zio...ma almeno potrà servire a far loro capire come NON ci si deve comportare quando si è giovani, ingenui e tremendamente innamorati, quindi vulnerabili. Ora sono molto molto stanco e non ho voglia di niente. Dovrò rimettere insieme i cocci della mia anima. Ancora una volta. Vi lascio con questa poesia che amo tantissimo, non so chi sia l’autore. Grazie per avermi letto, ascoltato, commentato, incoraggiato, criticato. Grazie di cuore, auguro a tutti voi di realizzare i vostri sogni. Vi voglio bene. Mascheradiferro
E dopo un po' impari la sottile differenza tra tenere una mano e incatenare un'anima. E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non è sicurezza. E impari che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse. E impari ad accettare tutte le tue sconfitte a testa alta, con gli occhi aperti con la grazia di un adulto, non con il dolore di un bambino. E impari a costruire tutte le tue strade oggi perché il terreno di domani è troppo incerto per fare piani, perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima invece di aspettare che qualcuno ti mandi fiori.
|